“Essere stati è una condizione per essere”
Martedì 26 maggio 2020. Di ritorno da un lavoro di sorveglianza archeologica nei pressi della zona industriale di Brindisi, scorgo da lontano una scena surreale, in un paesaggio surreale: un uomo ed il suo cavallo intenti a preparare la terra per la piantumazione. L’uomo è di poche parole e alla mia richiesta di poter scattare qualche foto risponde con un cenno del capo accompagnato da un morbido movimento del braccio, come per dire: cosa ci trovi di così bello da fotografare?!

L’animale, nero come la notte, non ha un nome ma i suoi movimenti sono eleganti e si staglia imponente sullo skyline Enipower, all’ombra di un’industria deserta che, metro dopo metro, consuma tutto lasciandosi alle spalle degrado e dimenticanza.
Nella frenesia post Covid-19, oggi ho deciso di fermarmi. Improvvisamente attratto da una scena d’amore, mi sono lasciato incantare dall’icona di un Paese autentico, che resiste e tratta ancora con tenerezza le poche cose che gli sono rimaste.
Luciano
Ciao, complimenti sono parole che raccontano una regione e uno stato d animo che viene da lontano ,ottima scelta , archeologia è sinonimo di chi siamo e dove andiamo , e poi la cosa più importante è stata la scelta di non salire sul treno o la corriera per cercare altro
archeopuglia
Grazie Luciano, vorremmo contribuire a non far salire nessuno su quei treni. Grazie ancora.