“O” come Oria
La scoperta di uno dei più antichi mosaici dell’Europa Occidentale alla base di una sorprendente ipotesi che vede protagonisti Alessandro Magno, Alessandro il Molosso e l’antico centro messapico di Oria.
Scopriamola insieme!
È noto che nel 334 avanti Cristo Alessandro Magno partì alla conquista dell’Impero Persiano, ma non tutti sanno che nello stesso periodo anche suo zio, Alessandro I detto “il Molosso”, re dell’Epiro (corrispondente grossomodo all’odierna Albania), nutriva per l’Occidente piani analoghi a quelli riservati dal nipote per l’Oriente. L’intervento militare in Italia meridionale di Alessandro il Molosso partì proprio dal Salento dove, in breve tempo, ottenne un patto di alleanza con la popolazione di stirpe iapigia, in particolare con Brindisi, dove il re d’Epiro stipulò un trattato di pace con un “rex apulorum”. Ed è proprio in questo particolare contesto storico che si inquadra una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi dieci anni in territorio brindisino. Nel 2011 infatti, il Dott. Arturo Clavica diretto da Dott.ssa Assunta Cocchiaro per la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, rinveniva al di sotto del Palazzo Vescovile di Oria, i resti di una imponente struttura muraria a blocchi squadrati ed un mosaico figurato a ciottoli, di notevole qualità tecnica e stilistica, in cui è raffigurato un leone nell’atto di aggredire un cervo. Grazie agli scavi archeologici condotti dal Dott. Christian Napolitano nella adiacente Piazza Cattedrale (2012), il Prof. Francesco D’Andria ha ipotizzato che si tratti del pavimento musivo di una grande sala di rappresentanza posta all’interno di una struttura palaziale (3500 metri quadri) realizzata da maestranze provenienti dalla Grecia del Nord, evidenziando chiari collegamenti con le residenze reali di quell’ambiente e con i dinasti che nella seconda metà del IV secolo avanti Cristo irrompono in Italia meridionale. La straordinaria ipotesi è che proprio Alessandro il Molosso, prima di morire in battaglia nel 330 avanti Cristo, potrebbe aver realizzato a Oria un complesso palaziale in cui concentrare le funzioni ideologiche, decisionali e organizzative della sfortunata missione militare epirota in Italia.
All’interno del Museo Archeologico di Francavilla Fontana è stato dedicato ampio spazio a questo antico centro salentino e noi non vediamo l’ora di riaprire il museo per portarvi alla scoperta di questa e tante altre storie!
Nell’immagine a sinistra la ricostruzione ipotetica delle mura messapiche di Oria (ideazione Impact realizzazione Massimiliano Passarelli) oltre le quali, in alto, si intravede il Basileion oggetto del presente articolo. A destra, invece, una foto del mosaico rinvenuto al di sotto del Palazzo Vescovile.
Antonio Trinchera
Grazie