“Q” come QUADRO
Nell’ultima sala del MAFF (Museo Archeologico di Francavilla Fontana – Br), al piano nobile di Castello Imperiali, è situato un dipinto che raffigura uno dei personaggi più influenti della storia di Francavilla Fontana: Michele III Imperiali. Il quadro, di autore anonimo, risale al XVIII secolo.
Nato a Francavilla nel 1673, personaggio ambizioso e autorevole (come si evince dalla posa regale assunta nel dipinto), definito “il vecchio, il terribile burbero”, Michele III fu il primo degli Imperiali ad essere insignito del titolo di feudatario meridionale. Cresciuto fin da subito senza il padre Andrea, morto prematuramente, è vissuto sempre circondato dalle importanti donne della famiglia, la madre Maria Pellina Grimaldi, la nonna Brigida e la moglie Irene Simiane.
Sin dal 1575, anno dell’acquisto del feudo, Michele II aveva ristrutturato l’impianto urbanistico di Francavilla, prolungando la strada “Lunga” fino al Convento dei Carmelitani e trasformando la strada Sant’Eligio (poi Croce e oggi Regina Elena) nell’arteria di collegamento con la campagna a sud-est. Michele III proseguì poi il progetto del nonno realizzando la cinta muraria ad est (1714-1715) e trasformando il Castello (1720-1727) nello splendido palazzo signorile che oggi conosciamo.
Inoltre, Michele III volle onorare il casato della moglie creando un nuovo asse viario, la Strada Simiana. Tracciata dal convento dei Cappuccini alla Contrada Paludi, questa strada metteva in collegamento tra loro la parte est e la parte ovest. Così nell’arco di due secoli la famiglia Imperiali ha favorito lo sviluppo di un assetto urbanistico e ortogonale che ancora oggi è incentrato su tre grandi strade: Imperiali, Carmine – San Sebastiano, Simiana.