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“P” Come Panòs

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Della lingua messapica sappiamo che, per essere scritta, utilizzava prevalentemente segni derivanti dall’alfabeto greco, ma non conosciamo né le forme grammaticali, né l’esatta pronuncia, visto che le iscrizioni arrivate fino a noi riportano per lo più nomi di divinità, persone e alcune formule cultuali.

Sappiamo, però, che i Messapi chiamavano il pane panòs e che l’abbondanza era detta panìa. I Greci invece lo chiamavano àrtos e non mancavano di sottolineare, non senza un velo d’ironia, che questo era anche il nome di un re dei Messapi, un certo Artos soprannominato “il Grande”. Lo scrittore greco Ateneo di Naucrati, nella sua opera I Sofisti a banchetto, dice che ad un certo punto uno dei commensali esclamò: “C’è bisogno di pane [artos], e non mi riferisco al re dei Messapi in Iapigia […] non di questo Artos c’è ora l’esigenza ma dei pani inventati da Demetra!”

All’interno del MAFF (Museo Archeologico di Francavilla Fontana – Br) sono state dedicate due sale all’antico popolo dei Messapi e noi non vediamo l’ora di riaprire il museo per portarvi alla scoperta di questa e tante altre storie!

Facebook & Instagram: @museomaff @MAFF – Museo Archeologico di Francavilla Fontana

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